IMPRESE E STUDI DI SETTORE: SI’ A GRANDE MAGGIORANZA IN SENATO ALLE PROPOSTE DEI SOCIALISTI

Puntuali, precisi e coerenti: come ai socialisti viene permesso di riaffacciarsi dopo anni sulla scena politica, non mancano di suscitare pressoché unanimi consensi per le indicazioni piene di buon senso fornite anche sulla finanziaria. I tempi d’oro dell’economia e del benessere del nostro Paese, la crescita sociale nella scuola, nelle infrastrutture, nella sanità, nel mondo del lavoro furono il frutto di scelte sagge, lungimiranti e ben ponderate di tanti compagni che si misero, nel nostro Partito, a servizio della collettività.

L’aula del Senato ha approvato anche l’emendamento presentato dai socialisti sugli studi di settore. Nell’emendamento si legge che “l’Agenzia delle entrate ha l’onere di motivare e fornire elementi di prova per avvalorare i maggiori ricavi o compensi derivanti dall’applicazione degli indicatori di normalità economica”. I favorevoli sono stati 299, 5 i contrari e un astenuto. La norma prevede anche che i contribuenti che dichiarano ricavi o compensi inferiori a quelli previsti dagli indicatori, non sono soggetti ad accertamenti automatici’. Barbieri ricorda come l’intenzione dei socialisti era quella di estendere il beneficio a tutte le imprese italiane, ma per il governo la copertura non c’era. “Il gruppo socialista- prosegue il senatore firmatario- non intende certo promuovere iniziative prive della necessaria copertura finanziaria, ma non puo’ non sottolineare come la disponibilita’ di risorse emersa in corso d’anno sia stata dispersa in un insieme disparato di spese, del tutto privo di riflessi di lungo periodo”. Per “senso di responsabilita’- continua- si e’ accettata la proposta dell’Esecutivo di limitare per il momento alle sole regioni meridionali l’introduzione dei criteri di premialita’ proposti dai socialisti”. Con un apposito ordine del giorno, accolto dall’esecutivo, “il governo viene tuttavia impegnato a estendere questo sistema all’intero territorio nazionale fin dal prossimo anno. A tal fine- insiste- dovranno essere prioritariamente indirizzati i proventi di ulteriori extra-gettiti o di altre risorse finanziarie che si renderanno disponibili nel 2008. Sara’ impegno del gruppo socialista- conclude Barbieri- far si’ che tale priorita’ venga puntualmente rispettata, in modo da restituire alla politica per la fiscalita’ di impresa la valenza strategica che le e’ propria”.
Per quanto riguarda gli studi di settore Gavino Angius ha affermato che “devono essere utilizzati come campanelli d’allarme per selezionare i contribuenti da sottoporre ad accertamenti. I socialisti con questo emendamento vogliono affermare con forza e in modo chiaro che le legittime esigenze di accertamento del reddito delle imprese non possono derogare da un principio garantista anche in materia fiscale. Vengono infatti acquisiti due importanti elementi: primo, fino all’approvazione degli studi di settore concordati con le categorie interessate, gli indicatori di normalità saranno considerati prova semplice e non daranno adito all’onere della prova a carico del contribuente; secondo, la procedura definitiva non darà luogo ad accertamenti automatici fino all’approvazione dei nuovi studi di settore. E’ compito dello Stato dimostrare l’eventuale inesattezza del reddito denunciato dal contribuente e non considerarla presunta per principio. Al contrario di ieri – conclude il senatore socialista Angius – in cui le nostre proposte si sono scontrate con la timidezza dell’Aula, dichiariamo la nostra assoluta soddisfazione per il grande consenso registrato su questo nostro emendamento.”

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IMPRESE E STUDI DI SETTORE: SI’ A GRANDE MAGGIORANZA IN SENATO ALLE PROPOSTE DEI SOCIALISTIultima modifica: 2007-11-14T15:30:00+01:00da psixvecchiano
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