Pantaloni corti, scarponi, stincate, e le carrozzine della fiera

I ragazzi di oggi, i nostri figli per essere più precisi, non sanno che noi giocavamo con i pantaloni corti, fino a tredici anni perché quelli lunghi si sarebbero subito rotti alle ginocchia, e giocavamo con gli scarponi ai piedi (e che stincate) poiché le altre scarpe erano troppo leggere e si sarebbero presto consumate, venivano i buchi in punta dove si dava il calcio al pallone! Quando raramente i genitori ci portavano alle carrozzine era la massima manifestazione di affetto di loro nei nostri confronti. Era il tempo anche che la televisione in bianco e nero la vedevamo a gruppetti a casa degli amici più fortunati e “non è mai troppo tardi” insegnava al popolo italiano a crescere (c’era ancora tanto analfabetismo).

    I tempi cambiano ma per fortuna a Vecchiano il pugno duro del Governo conservatore del nostro Comune non molla, e le frenesie innovative dei giovani, dei nuovi residenti ed anche dei vecchi illuminati vecchianesi devono essere visti come fumo negli occhi: dovremmo gemellarci con la Svizzera, altro che California, dovremmo chiamarci la Berna della Versilia. La migliore offerta per i giovani ancor oggi è relegata “alle carrozzine” per la Fiera e diciamola pure tutta: spesso non è questione della solita politica ma i molti anziani che dovrebbero tracciare percorsi nuovi, essere la strada illuminata per il futuro delle nostre generazioni, di che cosa sembrano solo occuparsi nel nostro Paese? di uccelli di selvaggina di caccia di frodo di baracche sulla foce del Serchio di non limitare la velocità delle barche sul fiume, dell’orticello.

    E proprio di orticello si tratta, perché è una situazione ed una mentalità ristretta ai propri egoismi sulla quale dovremmo intervenire tutti ed in modo costruttivo anche fuori degli steccati della politica poiché è in gioco il futuro dei nostri ragazzi: l’attenzione per lo sport è da noi pari a zero, cioè non si conosce assolutamente il senso intrinseco alle discipline sportive – e questo è grave. I nostri giovani non devono essere relegati come negli anni cinquanta ad essere gli eterni “ragazzi di paese” che riempiono le feste paesane per poi passare, crescendo, ad incollare il loro sedere sulle sedie dei circolini a fumare e bere. Ricordiamoci che ci sono voluti più di cinquant’anni di storia, della nostra storia italiana per uscire da certo torpore intellettivo e culturale, non buttiamoli via.

    Promuoviamo lo sport per tenerli lontani dalla droga, per dare loro un senso della vita costruttivo, per non farli crescere nell’indolenza e nell’ozio che crea stupidità. Abbiamo un territorio meraviglioso dove potrebbero benissimo essere allocate scuole di equitazione, di canottaggio e di vela, tennis, spazi per palestre di ginnastica ed arti marziali, una piscina, un campo di atletica, un campo da golf, ecc. Già in un’altra occasione con il mio amico Giovanni abbiamo lanciato la richiesta della nascita di un “parco fluviale attrezzato” come il nostro confinante Comune di Lucca ha già realizzato creando un’oasi fluviale bellissima ed invidiabile. Lo sport non ha età ed è anche occasione d’incontro, di socializzazione, di confronto, di stimolo fisico e psichico, è indispensabile per il proprio equilibrio interiore, diamo a tutti una possibilità di accesso a realtà nuove e più gratificanti di quelle oggi … inesistenti.

Pantaloni corti, scarponi, stincate, e le carrozzine della fieraultima modifica: 2007-06-18T15:30:00+02:00da psixvecchiano
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